La Geopolitica, le rappresentazioni dell’Alterità e i diritti dello straniero: prospettive di accoglienza e di cura
a cura di Gustavo Gozzi
I seminari che si susseguiranno in questo ciclo di incontri si propongono di esaminare i temi dell’accoglienza e della cura nel contesto delle trasformazioni epocali cui stiamo assistendo. L’ordine internazionale, costruito dopo il secondo conflitto mondiale, sta venendo meno sotto i colpi della forza che nega il diritto.
Le guerre con le quali si è aperto il nuovo secolo, la loro durata, che sembra senza fine, e l’incertezza determinata dai grandi cambiamenti che hanno modificato le nostre esistenze - dalla pandemia, all’emergenza climatica, ai rivolgimenti economici - si riflettono sul nostro sistema delle relazioni sociali, dell’organizzazione dei servizi, della formazione, della capacità di interpretare e comprendere la nuova realtà in cui siamo immersi.
Con la prospettiva costantemente orientata verso la complementarietà tra l’approccio etno-psicoanalitico e l’attenzione per la visione antropologica e l’apporto della conoscenza e tutela dei diritti, i seminari introdurranno lo sguardo rivolto alla storia per sviluppare una riflessione teorica e clinica sui traumi individuali e collettivi e sulla loro trasmissione transgenerazionale.
I seminari consentiranno anche di riflettere sulle condizioni (impossibili?) della pace, sull’incontro con l’Alterità nel rapporto tra psicoanalisi e politica, sulla costruzione dell’identità soggettiva occidentale e sul suo rapporto con lo straniero, sulla funzione del gruppo per entrare in contatto con le dimensioni interne dell’Altro, sui temi dell’indifferenza e del riconoscimento delle sofferenze, sulle contraddizioni e diverse modalità degli operatori nel lavoro e nella vita privata.
La complessità e la ricchezza delle analisi sulla molteplicità di questi temi consentiranno di approfondire la conoscenza e la consapevolezza delle problematiche che stiamo vivendo, e contribuirà a fornire gli strumenti culturali e operativi per poterle affrontare.
Programma del Festival
sabato 17 gennaio 2026
9:00-9:15 Accoglienza
9:15-9:30 Presentazione del Ciclo di seminari e saluti a cura della presidentessa dell'ass. Diversa/Mente dott.ssa Sara Loffredo
9:30-13:00 Inizio dei lavori
La tempesta della storia come questione psicoanalitica: sofferenze psichiche e cura - dott.ssa Patrizia Brunori
Guerre e geopolitica: sulla guerra e sulla pace - prof. Gustavo Gozzi
13:00-14:00 Pausa Pranzo
14:00-16:00 Gruppo esperienziale di discussione a partire dai temi trattati condotto dalla dott.ssa Brunori e dal prof. Gozzi
sabato 31 gennaio 2026
9:00-9:30 Accoglienza
9:30-13:00 Inizio dei lavori
1492 - dott.ssa Giovanna Candolo
Accoglienza e trasformazione del trauma all’interno di un grande gruppo - esperienze ai confini - dott. Niccolò Gozzi
13:00-14:00 Pausa Pranzo
14:00-16:00 Gruppo esperienziale di discussione a partire dai temi trattati condotto dalla dott.ssa Candolo e dal dott. Gozzi
Martedì 3 febbraio 2026 (18:00-19:30)
presentazione del libro:
PER UN COMUNISMO DELLA CURA
Lorena Fornasir (psicoterapeuta) e Gianandrea
Franchi (professore di storia e filosofia)
dialogano con Giovanna Candolo
Domenica 8 febbraio 2026 (20:00)
CENA SOCIALE DELL,ASS. DIVERSA/MENTE
previa prenotazione
presso Ristorante Africano Adal - Via Giorgio Vasari 7
Parte del ricavato andrà a sostegno delle attività dell'associazione
Sabato 14 febbraio 2026
9:00-9:30 Accoglienza
9:30-13:00 Inizio dei lavori
Ripensare confini e frontiere nelle relazioni dell’accoglienza, della cura, del contrasto alle discriminazioni - dott.ssa Alessandra Inglese
I confini della legge e la pienezza del riconoscimento dell’essere umano - dott.ssa Danila Indirli
13:00-14:00 Pausa Pranzo
14:00-16:00 Gruppo esperienziale di discussione a partire dai temi trattati condotto dalle dott.sse Inglese e Indirli
sabato 28 febbraio 2026
9:00-9:30 Accoglienza
9:30-13:00 Inizio dei lavori
I Frutti puri impazziti. Note di un'etnografia intima dell'accoglienza - dott.ssa Filomena Cillo e del dott. Andrea Distefano
13:00-14:00 Pausa Pranzo
14:00-16:00 Attività di role playing sui temi trattati condotti dalla dott.ssa Cillo e dal dott. Distefano
Martedì 3 marzo 2026 (18:00-19:30)
presentazione del libro:
I PALESTINESI. STORIE DI UN POPOLO E DEI SUOI MOVIMENTI NAZIONALI
Frate Ignazio della Piccola Famiglia di Montesole e
Dr. Milad Jubran Basir
dialogano con Gustavo Gozzi
sabato 14 marzo 2026
9:00-9:30 Accoglienza
9:30-13:00 Inizio dei lavori
Pallina nera. L'uno, gli altri e l'inconscio in mezzo - dott.ssa Susana E. Liberatore
Clinica, trauma e testimonianza: tra processi di memoria e lutti individuali e collettivi - dott.ssa Renata Alexandre Lins
13:00-14:00 Pausa Pranzo
14:00-16:00 Laboratorio esperienziale: “L'incontro con l'Alterità” condotto dalle dott.sse Liberatore e Lins.
Prima giornata
La tempesta della storia come questione psicoanalitica: sofferenze psichiche e cura
Patrizia Brunori
In questo lavoro, partendo da suggestioni pittoriche, letterarie e filosofiche che evocano le catastrofi della storia e la sofferenza umana tra dimensioni universali e storiche, si rifletterà su come la psicoanalisi possa pensare ed accogliere il malessere del mondo contemporaneo, le sofferenze dei migranti, dei profughi dalle guerre e dalle realtà di violenza sociale.
L’incontro con la violenza umana e la sua distruttività, come anche con la ricerca di salvare la vita psichica, necessitano una riflessione teorica e clinica sui traumi individuali e collettivi, sul loro destino, sulla trasmissione transgenerazionale, sul senso della cura e sulla posizione etica del terapeuta in dialogo con la realtà psichica e la realtà sociale.
Guerre e geopolitica: sulla guerra e sulla pace
Gustavo Gozzi
L’intervento mira a svolgere una riflessione sulle condizioni della pace - la forma di governo democratica, la creazione di un ordine politico sovrastatale, un diritto cosmopolitico che riconosca i diritti dello straniero. La consapevolezza della difficile realizzabilità di queste condizioni porta a riconoscere l’”impraticabilità” dell’idea della pace (I. Kant), ma non esclude che sia possibile un progressivo “avvicinamento” a questa idea regolativa attraverso le forme del diritto.
Questo percorso di avvicinamento è un processo di “civilizzazione”, che mostra una significativa convergenza tra la prospettiva psicoanalitica e quella dell’antropologia filosofica.
L’attuale situazione geopolitica è segnata dalla fine della centralità dell’Occidente. Saprà l’Occidente arrestare il suo declino? Saprà riconoscere le richieste di giustizia prodotte dal suo dominio?
Le risposte a queste domande possono contribuire a costruire un rapporto più equo con l’”Altro” e a riconoscerne la insopprimibile dignità.
Discussant: dott.ssa Maria Chiara Risoldi
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Nel pomeriggio avrà luogo un gruppo esperienziale di discussione a partire dai temi trattati condotto dalla dott.ssa Patrizia Brunori e dal prof. Gustavo Gozzi
Seconda giornata
1492
Giovanna Candolo
La data si riferisce a due avvenimenti della storia europea le cui ombre ci perseguitano ancora oggi: lo sbarco di Colombo nelle Americhe e la contemporanea espulsione degli Ebrei dall’impero spagnolo con la tragedia della Palestina odierna. Rappresentazione dello Straniero, nella colonizzazione europea verso il Nuovo Mondo. Attraverso le guerre e gli scambi con culture altre nasce il Soggetto Occidentale. L’osservazione della relazione primaria neonato-madre-mondo ci descrive la dinamica del soggetto Occidentale tra sconosciuto-estraneo-straniero-nemico. La teoria e pratica psicoanalitica ci mostrano l’opposizione Io-sconosciuto interno che viene successivamente proiettato sullo Straniero come nemico da espellere. Senso e significato dei concetti di emigrazione immigrazione-flusso migratorio ed esuli. Relazione tra nativi e stranieri tra riti, miti e culture differenti nella condivisione di interdipendenza, precarietà e vulnerabilità dell’odierno mondo meticcio.
Accoglienza e trasformazione del trauma all’interno di un grande gruppo - esperienze ai confini
Niccolò Gozzi
Durante l'intervento verrà sottolineato come il gruppo possa diventare uno strumento per poter elaborare e dare senso dove pare non essercene, come accade nelle dimensioni
emotive scatenate dalla guerra.
Il gruppo permette di incontrare ed entrare in contatto con le dimensioni interne dell’Altro, aiutando a toccarle e ad avvicinarle favorendone la conoscenza e di rimando anche il dialogo con chi si ritiene Altro da noi.
Toccare l’Alterità nell’Altro permette inoltre di entrare in
contatto con ciò che è Altro dentro di noi, favorendone il disvelamento.
“Homo sum humani nihil a me alienum puto” scriveva Terenzio, ma per poter raggiungere questa dimensione è necessario l’incontro con chi è Altro da noi e questo può avvenire più facilmente all’interno di un gruppo.
Discussant: dott. Andrea Distefano
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Nel pomeriggio avrà luogo un gruppo esperienziale di discussione a partire dai temi trattati condotto dalla dott.ssa Giovanna Candolo e dal dott. Niccolò Gozzi.
Terza giornata
Ripensare confini e frontiere nelle relazioni dell’accoglienza, della cura, del contrasto alle discriminazioni
Alessandra Inglese
Tra le strategie adottate dai governi per contenere il fenomeno migratorio, l’amministrazione dei confini e delle frontiere contribuisce a comporre una rappresentazione della migrazione, che colpevolizza e criminalizza le persone migranti, negando il dolore di cui sono intrise le loro esistenze e la loro stessa umanità.
L’esternalizzazione delle frontiere costituisce un esempio di come sia possibile ignorare i bisogni e i diritti umani di queste persone, tra cui le donne e i minori sono i soggetti più vulnerabili.
Con questo primo intervento, il seminario, si propone di esplorare le connessioni tra i significati simbolici assunti da confini e frontiere, in quanto aree di demarcazione geopolitica, e la funzione dei confini e della frontiera dell’Io nel paesaggio interiore e nell’incontro con l’Alterità, per poi avviare una riflessione sulle ricadute nelle pratiche dell’accoglienza, della cura, del contrasto alle discriminazioni.
I confini della legge e la pienezza del riconoscimento dell’essere umano
Danila Indirli
Nella vita sociale, il confine tra comportamenti leciti e illeciti è stabilito dalle regole che ciascuna comunità dà a sé stessa. Le norme, che rappresentano il limite della condotta umana in ogni specifico contesto, sono al tempo stesso frutto delle trasformazioni sociali e una sollecitazione al consolidamento del costume nel senso da esse tracciato. La loro violazione è, di solito, stimmatizzata mediante la previsione di sanzioni per ottenere un effetto deterrente.
Nelle società contemporanee, la violazione di una norma crea sia un vulnus nel rapporto tra il cittadino e l’apparato statale, sia una frattura nella relazione tra le persone coinvolte, che può essere riparata all’esito di traumi collettivi (apartheid e guerre civili) come all’esito di eventi lesivi interpersonali (incidenti stradali, liti condominiali e di vicinato).
Attualmente, sembra essere necessario un nuovo “patto di umanità” che ridia valore agli esseri umani, rifondando la democrazia in crisi.
Discussant: dott.ssa Giovanna Candolo
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Nel pomeriggio avrà luogo un gruppo esperienziale di discussione a partire dai temi trattati condotto dalle dott.sse Alessandra Inglese e Danila Indirli.
Quarta giornata
I Frutti puri impazziti.
Note di un'etnografia intima dell'accoglienza
Filomena Cillo e Andrea Distefano
Chi è sradicato sradica, (S. Weil).
Il contatto con chi ha vissuto l’esperienza dello sradicamento fa parte di un processo che continua a disgregare legami, relazioni, possibilità di sentirsi parte del mondo.
Le professionalità che si confrontano quotidianamente con il fenomeno della migrazione, la dimensione della interculturalità e della diversità sono imbricate in questo processo di progressivo sradicamento e mal radicamento.
Nel tentativo di individuare l'origine della sofferenza che coinvolge chi arriva e chi accoglie, spesso l’Antropologia è considerata uno strumento di lettura utile per poter decriptare il diverso e renderlo familiare.
L'intervento propone una riflessione sul mondo del lavoro dell'accoglienza ed educativo a partire dalle esperienze di due operatori del sociale che ricorrono agli strumenti dell'antropologia [at home] per tentare un incontro con l'Altro.
Viene proposto un lavoro di autoetnografia dove le categorie classiche della ricerca etnografica vengono rivolte verso il “NOI”, problematizzando la natura Etnica delle nostre istituzioni: cosa deve essere o fare l’Altro perché la sua diversità sia vantaggiosa nonostante tutto?
I contesti professionali vengono esplorati come campi etnografici in cui quotidianamente gli equilibri geopolitici si riflettono e si traducono in pratiche professionali, cioè in strumenti di potenziale relazione o rifiuto dell’Altro.
Identità e cultura sono paradigmi insufficienti per cogliere e significare il malessere che straripa dagli spazi di vita professionale a quelli personali.
Cosa abbiamo da dirci?
Alla fine, la consapevolezza dei nostri malradicamenti ci porta umanamente molto più vicini all’Altro. Le reciproche ambiguità possono essere la chiave per continuare a costruire quel processo che, lungi dal decriptare e rendere familiare ciò che non lo è, impara a conviverci nella consapevolezza della comune umanità.
Discussant: dott.ssa Patrizia Brunori
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Nel pomeriggio verranno proposte attività di role playing sui temi trattati condotti dalla dott.ssa Filomena Cillo e dal dott.
Andrea Distefano
Quinta giornata
Pallina nera. L'uno, gli altri e l'inconscio in mezzo
Susana Liberatore
E' possibile un'articolazione tra la psicoanalisi e la politica? La tesi freudiana secondo cui la psicologia individuale è, sin dall'inizio, psicologia sociale, ci permette di considerare la condizione umana nell'intreccio indissolubile tra la psiche (mondo interno) e l'Alterità (mondo esterno). Questo incrocio, vitale e dinamico, è segnato però dell'inconscio -l'Altro che abita in noi- e dalle diverse declinazioni dell'Alterità (primordiale, simile: amico-nemico e ordine simbolico: cultura). Per la psicoanalisi quindi il soggetto s'iscrive e gioca la sua partita psichica, sia come prodotto sia come produttore d'un sistema simbolico, sempre in rapporto con gli altri, nella vita in comune, cioè, nel campo politico. Per illustrare questo nodo prenderò in considerazione le caratteristiche e i cambiamenti epocali anche per esaminare come la globalizzazione, il capitalismo e la circolazione delle merci, incidono oggi sulle rappresentazioni, sul rapporto con l'Altro e sulle segregazioni contemporanee.
Clinica, trauma e testimonianza: tra processi di memoria e lutti individuali e collettivi
Renata Alexandre Lins
Come dimostra la psicoanalisi, soffriamo dei mali del nostro tempo e dovremmo ascoltare le sofferenze individuali, inestricabilmente intrecciate al contesto circostante: familiare, socio-culturale e storico-politico. Quando si tratta dei cosiddetti traumi sociali – quelli legati agli effetti di dittature, guerre, genocidi, razzismo, tentativi di disumanizzazione in generale – l’ascolto che articola la storia singolare con la Storia collettiva diventa testimonianza essenziale, capace di aprire possibili strade elaborative. La violenza estrema impatta le soggettività attraverso le generazioni e, quando incarnata nel terrore politico, la logica del traumatico si irradia nel tessuto collettivo, insinuandosi nelle crepe delle nostre relazioni con l’altro e con noi stessi. Ognuno di questi strati dovrà essere analizzato ed elaborato. Quale posizione etico-politica occupiamo nell’incontro con l’altro, come singoli e come società? Come resistere alla riproduzione della violenza nell’incontro con l'alterità?
Discussant: dott.ssa Filomena Cillo
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Nel pomeriggio laboratorio esperienziale: “L'incontro con l'Alterità”: Attraverso un'esperienza in gruppo verranno proposte delle attività per giocare con le rappresentazioni dell'Alterità che abitano in noi.
Note relatrici/relatori
Patrizia Brunori
Psicologa-psicoterapeuta, didatta dell’Istituto Italiano di Psicoanalisi di Gruppo (IIPG).
Segretaria scientifica del Centro Ricerche Psicoanalitiche di Gruppo (CRPG) di Bologna.
Attualmente è consigliera e coordinatrice del Gruppo Supervisione dell'associazione.
Socia dell'ass. Diversa/Mente dal 2009
Giovanna Candolo
Psicologa-psicoterapeuta ha lavorato nel Servizio sanitario pubblico. Attiva nel Movimento delle donne, è lettrice e socia della casa editrice Vita Activa Nova di Trieste che pubblica e traduce libri di e tra i confini.
Attualmente è vicepresidente dell'associazione.
Socia dell'ass. Diversa/Mente dal 2022
Filomena Cillo
Antropologa di formazione è coordinatrice di progetti educativi sul territorio di Bologna rivolti ad adolescenti e famiglie. Ha conseguito un corso di Alta Formazione in Cure Palliative Pediatriche.
Svolge attività di ricerca per enti del terzo settore e si occupa di clinica transculturale dal 2015 .
Attualmente è consigliera e co-coordinatrice del Gruppo Clinico dell'associazione.
Socia dell'ass. Diversa/Mente dal 2012
Andrea Distefano
Antropologo di formazione è operatore del progetto regionale Oltre La Strada per la tutela delle vittime di tratta e/o grave sfruttamento. Ha conseguito un master in Criminologia critica e sicurezza sociale.
Attualmente è consigliere e tesoriere dell'associazione.
Socio dell'ass. Diversa/Mente dal 2018
Gustavo Gozzi
Già professore ordinario di Storia delle dottrine politiche, attualmente Professore Alma Mater dell’Università di Bologna.
Attualmente è consigliere e co-coordinatore del Gruppo Formazione dell'associazione.
Socio dell'ass. Diversa/Mente dal 2017
Niccolò Gozzi
Psicologo, psicoterapeuta dell'infanzia, dell'adolescenza, della coppia genitoriale e clinica transculturale. Per anni ha lavorato con adolescenti nei contesti di periferia. Attualmente è specialista ambulatoriale della AUSL di Modena nell'unità operativa di psicologia clinica dell'età evolutiva e delle cure palliative pediatriche. E' CTU per il Tribunale civile di Bologna.
Socio dell'ass. Diversa/Mente dal 2014
Danila Indirli
Già Magistrato di Corte d’Appello di Bologna, con specializzazione in materia di diritto d’asilo e protezione internazionale, Mediatore e componente del comitato scientifico del Centro Italiano di Mediazione e Formazione alla Mediazione (C.I.M.F.M)
Socia dell'ass. Diversa/Mente dal 2021
Alessandra Inglese
Psicologa psicoterapeuta, con esperienza pluriennale nella clinica delle migrazioni e nella formazione interculturale, co-coordinatrice della funzione Supporto alle vittime di discriminazione dello Sportello Antidiscriminazione del Comune di Bologna (SPAD).
Attualmente è consigliera e co-coordinatrice del Gruppo Formazione dell'associazione.
Socia fondatrice dell'ass. Diversa/Mente dal 2000
Susana Ester Liberatore
Psicologa-psicoterapeuta argentina, orientamento lacaniano. Esperienza pluriennale, in Spagna e in Italia, nel campo dell'Intercultura (clinica, formazione, supervisione e progetti sul territorio).
Socia dell'ass. Diversa/Mente dal 2012
Renata Alexandre Lins
Psicologa-psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico, individuale e di gruppo. Lavora in studio e nelle istituzioni in ambito psicosociale dal 2002. Immigrata dal Brasile in Italia nel 2018.
Attualmente è consigliera e co-coordinatrice del Gruppo Clinico dell'associazione.
Socia dell'ass. Diversa/Mente dal 2019
Maria Chiara Risoldi
Dal 1988 al 2020 ha svolto la libera professione come psicoterapeuta a Bologna. Era membro della S.P.I., dell’I.P.A., dell’A.I.P.P.I. Attualmente è membro della S.I.PeP. Sándor Ferenczi e della Associazione Diversa/Mente. Ha esperienza nel campo della violenza con una collaborazione trentennale con la Casa delle donne di Bologna e di traumi di guerra con un progetto attuato in Bosnia nel dopoguerra.
Socia dell'ass. Diversa/Mente dal 2024
Tutte le informazioni e il modulo di registrazione sono disponibili qui:
Per qualsiasi richiesta di informazioni, non esitare a scrivere a: diversamente.bologna@gmail.com

